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Visita il sito della Fondazione Musei Civici di Venezia

> > Il museo > Servizi agli studiosi > Biblioteca del Museo Correr > VIII WORKSHOP INTERNAZIONALE DI CALLIGRAFIA. The art of handwriting
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WORKSHOP A 29/30 settembre, 1 ottobre 2017 WORKSHOP B 6/7/8 ottobre 2017

La Fondazione Musei Civici di Venezia propone anche quest’anno il corso di Calligrafia in lingua italiana e inglese , tenuto dall’artista Monica Dengo .

Il corso sarà articolato in due moduli di tre giorni ciascuno con la possibilità di frequentare uno dei due moduli o entrambi. Gli incontri si terranno presso il Museo Correr , per offrire a tutti la possibilità di accostarsi di persona ai manoscritti antichi conservati presso la Biblioteca storica, dove si sperimenteranno anche le potenzialità della scrittura a mano come mezzo di espressione artistica.

Quest’anno il corso sarà dedicato al segno con strumenti appuntiti e a punta quadra. Si confronteranno manoscritti antichi e contemporanei per capire come sia cambiata la nostra percezione della scrittura e della relazione tra corpo e scrittura, tra leggibilità e scrittura, tra gesto ed espressione.

Entrambi i moduli si chiuderanno con la realizzazione di un libro da parte di ciascun corsista.

WORKSHOP A 29/30 Settembre – 1 Ottobre

Questo corso sarà dedicato al gesto e al ritmo della scrittura corsiva con strumenti appuntiti: pennini, pennelli e qualsiasi strumento sperimentale, fatto di latta, legno, spugna, pelo o altro, atto a produrre un segno gestuale, non ritoccato, per opere contemporanee.

All’inizio del corso l’insegnante, artista calligrafa Monica Dengo, terrà una performance, avviando così il lavoro degli studenti. Dai segni e dai ritmi prodotti si svilupperanno scritture e texture. Confronteremo manoscritti antichi e contemporanei per capire come sia cambiata la nostra percezione della scrittura e della relazione tra corpo e scrittura, tra leggibilità e scrittura, tra gesto, ritmo ed espressione.

Ogni giorno ciascun studente produrrà un libro finito.

WORKSHOP B 6/7/8 Ottobre

Questo corso sarà dedicato allo sviluppo di gesti e ritmi con strumenti a punta quadra: pennini, pennelli e qualsiasi strumento sperimentale, fatto di cartone, latta o legno, atto a produrre un tratto con i contrasti tradizionali della punta quadra, ma per opere contemporanee.

All’inizio del corso l’insegnante, artista calligrafa Monica Dengo, terrà una performance, avviando così il lavoro degli studenti. Dai segni prodotti si svilupperanno alfabeti, scritture, . Confronteremo manoscritti antichi e contemporanei per capire come sia cambiata la nostra percezione della scrittura e della relazione tra corpo e scrittura, tra leggibilità e scrittura, tra gesto ed espressione.

Ogni giorno ciascun studente produrrà un libro finito.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Il corso è aperto a tutti gli amanti della scrittura a mano, ai calligrafi, agli artisti, ai designer. Possono partecipare anche i principianti. Chi avesse già partecipato nelle edizioni precedenti potrà seguire un percorso personalizzato avanzato con l’insegnante, il cui metodo predilige il lavoro individuale. Tutte le lezioni saranno tenute in lingua inglese e, se necessario, in italiano presso il Museo Correr.

COSTI

Euro 350,00 a persona per ciascunasezione di tre giorni

Il costo comprende:

INFORMAZIONI

E [email protected] T +39 041 2405220

L’arte di scrivere a mano: gesti e ritmi lenti e meditativi
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Come riconoscere e proteggersi dai sabotaggi interiori.

Sabotaggi interiori : una parola che può incutere timore, ma che è in realtà una “tendenza” che applica ognuno di noi almeno una volta nella vita.

Sabotaggi interiori

Di cosa si tratta? I sabotaggi psicologici sono meccanismi che impongono alla mente di opporsi al raggiungimento di un risultato; i motivi possono essere molteplici.

In alcuni casi questi sabotaggi hanno lo scopo di mantenere basse le aspettative per proteggere l’autostima da un possibile fallimento. Ad esempio, se non si viene assunti dopo un colloquio, ci si ripete: “pazienza, tanto quel posto non mi interessava veramente”.Spesso ne sono vittime i soggetti competitivi poco capaci di sviluppare le proprie abilità, poiché focalizzati più al confronto con gli altri che alla crescita personale. In altre parole, per queste persone contano di più le conferme esterne che una reale consapevolezza delle proprie abilità e dei margini di miglioramento.Altre volte sono modi per punirsi che nascono da false convinzioni e condizionamenti familiari: “io non lo merito” (sensi di colpa), io non sono capace (svalutazione di sé), è impossibile (pessimismo).

In ogni caso i sabotaggi hanno delle conseguenze non piacevoli sulla nostra vita, non solo quella sul posto di lavoro: generano ansia, scoraggiamento, irritazione, depressione, disagio con sé stessi e nelle relazioni. Nei casi più “gravi” essi creano una corazza caratteriale difficile da smantellare.

sabotaggi

Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere: i sabotaggi interiori possono essere in qualche modo interpretati con un’accezione positiva e trasformati in uno stimolo per l’inizio di un processo di cambiamento volto a migliorare la propria vita .

Come? Razionalizzando la situazione in cui ci troviamo, magari ricorrendo all’aiuto di una persona a noi vicina o di un professionista. Quando siamo di fronte ad un sabotaggio, la mente razionale è perfettamente consapevole di cosa sta accadendo e dello scopo che vuole raggiungere, ma la mente irrazionale impone degli ostacoli e “inventa” delle scuse. Quando si manifesta un conflitto tra la parte cosciente e quella inconscia, quest’ultima ha purtroppo sempre la meglio, almeno che non intervengano alcune condizioni volte a smantellare le resistenze.

Dal cuore partono parole,

ed aprono nuovi orizzonti.

SPIAGGIA ARRESA

Ho questa ansia che mi sale,

come gocce di pioggia al cielo.

Rugiada scende sulla mia faccia,

in questo gelido tramonto.

Percorro la mia strada,

in fretta per raggiungere il mare.

Vado avanti e indietro,

su questa sponda di tempo,

come vento in burrasca.

Respiro la mia passione sul molo,

mentre onde si infrangono giù nella scogliera.

Oh, come è agitato questo mare,

stasera senza creste non sa stare l’onda.

Spruzzi di sale agli occhi,

pieni e tristi bruciano,

per questo mare che non vedo,

e come tempesta anch’io sono qui a mangiarmi,

questa spiaggia arresa.

di Nanosecondo

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Sono giorni che mi sento attraversare la pancia da rigurgiti e scosse del sistema. Il mio software è in perenne vibrazione. Eppure me l’hanno formattato prima di partire, un nanosecondo fa, nella migliore officina cibernetica del mia città. Sono nato nel 2554 a Onrelas una città vicino al mare del pianeta Arret, a due miliardi d’anni luce da voi. Mio padre faceva il pilota automatico di astronavi intergalattiche e mia madre la consol. Lui si chiamava Otsenre e lei Anitneroif. Mia madre provava sempre a consolarlo, anche quando Lui perdeva la bussola nell’iperspazio. E, quando finalmente giungevano sani e salvi in porto, facevano manovre strane per attraccare. Mio padre giocava sempre con la sua Consol, si giocavano sempre, anche nei momenti più drammatici, e alla fine lui rideva. Per fortuna che poi si registrava il viaggio nel suo hardware.

Non capisco perché ora il mio, non mi da segnali, piùdiniente, bip… bip… bip….

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